Ezio Aceti pro e contro

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Ezio Aceti pro e contro

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del suo modo di educare

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Ho ascoltato con estremo interesse, alcuni giorni addietro, l'intervento realizzato dallo psicologo Ezio Aceti in una trasmissione di Rai Italia.
Un uomo sicuramente più profonda arguzia ed esperienza. Padre inoltre di due figli, quindi oltre all'approccio di carattere professionale, può sicuramente mettere in campo anche un'esperienza a livello personale nell'educazione dei propri figli.
Desidero sicuramente dare un atto di stima e di forte considerazione dell'attività professionale, svolta dallo psicologo Ezio Aceti nel corso dei decenni.
Non condivido però assolutamente le idee dello psicologo Aceti, semplicemente perché non tutti i padri del mondo si chiamano Aceti o Montessori.
L'approccio con i bambini, proposto da questa scuola di pensiero, non può essere assolutamente applicando da persone che svolgono professioni diverse da quella di educatore.
Dei padri devono infatti pensare all'educazione dei propri figli, coadiuvati dai sistemi educativi in essere dalla società, senza che sia preteso da loro di avere delle conoscenze di carattere professionale come quelle dello psicologo Ezio Aceti.
Non si può pretendere che un bambino si educhi da solo, o che bisogna dare spazio a suoi atteggiamenti egoistici che sono insiti nell'istinto umano.
Non si può pretendere di fare solo comprendere al bambino le regole della vita, ma bisogna anche fargli bene intendere che cosa sia un'autorità, che sarà prima di carattere familiare e successivamente di carattere sociale. Se per fare questo bisogna anche  utilizzare delle piccole sanzioni non vedo che cosa ci sia di male.
Vedo spesso sui social apparire immagini di madri in caricatura o in vecchie fotografie, che utilizzavano sistemi educativi totalmente differenti da quelli che oggi possono essere utilizzati.
Non condivido questi sistemi educativi che si utilizzavano un tempo, però devo prendere atto che la totale eliminazione di questi sistemi educativi nei normali genitori, ha prodotto danni irreversibili nell'attuale adolescenza. Che si abbia la pretesa, da parte di luminari della psicologia e pedagogia, di attribuire a normali e comuni genitori, le facoltà per approcciarsi con un dialogo di carattere psicologico pedagogico con i bambini.
Tutto questo non ha creato delle migliori generazioni rispetto a quelle precedenti.

Ho ascoltato con estremo interesse, alcuni giorni addietro, l'intervento realizzato dallo psicologo Ezio Aceti in una trasmissione di Rai Italia. 

Un uomo sicuramente di profonda arguzia ed esperienza. Padre inoltre di due figli, quindi oltre all'approccio di carattere professionale, Aceti può sicuramente mettere in campo anche un'esperienza a livello personale nell'educazione dei propri figli. 

Desidero sicuramente dare un atto di stima e di forte considerazione dell'attività professionale, svolta dallo psicologo Ezio Aceti nel corso dei decenni. 

Non condivido però assolutamente le idee dello psicologo Aceti, semplicemente perché non tutti i padri del mondo si chiamano Aceti o Montessori. 

L'approccio con i bambini, proposto da questa scuola di pensiero, non può essere assolutamente applicando da persone che svolgono professioni diverse da quella di educatore. Anche fra gli stessi educatori ho seri dubbi tutti possano applicare il metodo Montessori.

Figuriamoci perciò dei padri che debbono infatti pensare all'educazione dei propri figli, coadiuvati dai sistemi educativi posti in essere dalla società, senza che si possa pretendere da loro di avere delle conoscenze di carattere professionale come quelle dello psicologo Ezio Aceti. 

Non si può pretendere che un bambino si educhi da solo, o che bisogna dare spazio e spiegazione a suoi atteggiamenti egoistici che sono insiti nell'istinto umano. 

Non si può pretendere di fare comprendere "da solo" al bambino le regole della vita, bisogna anche fargli bene intendere che cosa sia un'autorità, che sarà prima di carattere familiare e successivamente di carattere sociale.

Se per fare questo bisogna anche  utilizzare delle piccole sanzioni non vedo che cosa ci sia di male.  

Vedo spesso sui social apparire immagini che valorizzano madri in caricatura o in vecchie fotografie, che utilizzavano sistemi educativi totalmente differenti da quelli che oggi possono essere utilizzati.  

Non condivido questi vecchi sistemi educativi che si utilizzavano un tempo, però devo prendere atto che la totale eliminazione di questi sistemi educativi nell'approccio educativo dei normali genitori, ha prodotto danni irreversibili nell'attuale adolescenza.

Sembra assurdo che si abbia la pretesa, da parte di luminari della psicologia e pedagogia, di attribuire a normali e comuni genitori le facoltà per approcciarsi solo con un dialogo di carattere psicologico e pedagogico con i bambini. 

Tutto questo non ha creato delle migliori generazioni rispetto a quelle precedenti.

Siamo in presenza di una gioventù di maleducati, colpa a mio parere anche di questa pretesa di fare dei genitori, i novelli luminari dell'educazione.

Tengo a precisare un'ultima cosa: alla Montessori lo Stato aprì un istituto educativo che successivamente venne chiuso dallo stesso Stato. Si tenne in grande considerazione quest'istituto, con la visita anche di membri dell'allora famiglia reale.

Venne chiuso semplicemente perché il metodo non funzionava.

Alla caduta del Fascismo semplicemente si diede a questi eventi una connotazione politica, da parte della Chiesa Cattolica e della sinistra socialista, per fare riemergere un metodo che era stato provato e bocciato. Perché non migliorava il futuro come adulti e neppure il futuro della società in cui si sarebbero inseriti.

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Marco Calabrò, blogger e laureato in pedagogia

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